Nei Dintorni

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Il B&B Casa Vacanze Luciana di Napoli è situato nel quartiere Vomero, nei dintorni di uno dei punti più alti della città e cuore commerciale e residenziale di Napoli.

 Oltre agli innumerevoli negozi nei dintorni di Via Scarlatti, strada elegante e tranquilla preferita per lo Shopping Napoletano, come COIN, Benetton, Promod, Zara, Swarovski, Carpisa, Goldenpoint e per piccoli break vi sono le gelaterie Soave e Fantasia gelati (a piazza Vanvitelli), la pasticceria Bellavia e l’immancabile caffè di Napoli all’Azar.

La collina del Vomero è forse il luogo urbano che meglio di ogni altro unisce nei suoi monumenti valenze architettoniche e paesaggistiche. Sull’emergenza estrema, il Forte Belvedere e l’adiacente Certosa, costituiscono un punto di partenza eccezionale per la conoscenza della città. Percorrendo a piedi le strade in piacevole discesa dall’alto dell’ultima rampa della scalinata che sovrasta via Scarlatti, è possibile avere una lettura dell’impianto urbanistico nato a cavallo degli ultimi due secoli. Lungo il percorso (piazzetta Fuga, via Cimarosa) si evidenziano gradevoli esempi dell’architettura di inizio secolo, tra cui emergono, per la ricchezza dell’ornato, le palazzine di Adolfo Avena. Procedendo per via Cimarosa, nei dintorni, si costeggia il muro di recinzione della Villa Floridiana, la cui prima parte, con accesso dal vicoletto Cimarosa, è pertinenza di Villa Lucia. Dai belvedere e dalle terrazze delle due ville si completa, a distanza ravvicinata, la lettura della zona di Chiaia, dall’intervento di Lamont Young all’edilizia liberty delle strade sottostanti. Procedendo oltre via Cimarosa, per via Belvedere, via Santo Stefano e corso Europa, si percorre il crinale della collina del Vomero fino al punto di congiunzione con Posillipo. Era la strada di collegamento delle innumerevoli splendide dimore sorte quando la collina era un’amena località di villeggiatura.

La certosa di San Martino

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La Certosa di San Martino situata nei dintorni del B&B Casa Vacanze CasaLuciananapoli, è uno dei maggiori complessi monumentali religiosi di Napoli e uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca. Della primitiva soluzione architettonica della fabbrica, voluta da Carlo duca di Calabria accanto al castello di Belforte (1325), rimangono pochissimi elementi: sono riconoscibili alcune aperture con archetti in stile catalano che si trovano nell’ex refettorio, usate probabilmente come passavivande, venute alla luce in un recente restauro. Gli architetti che iniziarono la costruzione della Certosa furono i medesimi che lavoravano negli stessi anni al castello. La Certosa fu inaugurata nel 1368, sotto il regno della regina Giovanna I, ma i certosini avevano preso possesso del monastero già dal 1337. Il complesso fu dedicato a San Martino, vescovo di Tours, probabilmente per la presenza nel luogo di una antica cappella preesistente a lui dedicata. Verso la seconda metà del secolo XVI, sotto la spinta della Controriforma, la Certosa fu modificata secondo criteri più moderni e grandiosi. Il monastero, dopo alterne vicissitudini, fu soppresso dai francesi nel 1806 ed i certosini lo dovettero abbandonare. Le opere custodite furono acquisite dallo Stato.

Castel Sant'Elmo

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Castel Sant’Elmo,situato nei dintorni del B&B Casa Vacanze CasaLuciananapoli, vede la sua origine nel 1275 durante il regno di Carlo I d’Angiò fu ricavato dal tufo, tipica pietra del territorio, da qui il colore ancora oggi tendente al giallo. In questa fase doveva avere la struttura di un palatium medievale, Roberto d’Angiò lo ampliò nel 1329. Il palatium, chiamato Belforte, era di forma quadrata, fortificato con mura e torri sul lato frontale. Nel corso della ricostruzione venne modificato con opere difensive, tanto da essere chiamato castrum Sancti Erasmi, probabilmente per la presenza di una cappella dedicata a Sant’Erasmo. La ricostruzione cinquecentesca, voluta da Carlo V e diretta da Don Pedro de Toledo, fu eseguita secondo il progetto dell’architetto Pedro Luis Escrivà di Valenza. Tra il 1538 ed il 1546, il castello (chiamato Sant’Ermo o Sant’Elmo forse dall’originario Sant’Erasmo) trovò la sua attuale configurazione. La pianta stellare a sei punte ben si addice al luogo e alla funzione strategico-difensiva. È stato demanio militare fino al 1976, anno in cui ha avuto inizio l’ultimo restauro, condotto dal Provveditorato alle Opere Pubbliche con l’intento di restituirlo alla città come sede di attività culturali. È stato realizzato un auditorium per settecento persone e sono stati ricavati molti locali nel piazzale d’armi e nel livello sottostante. Castel Sant’Elmo è il più grande che si erge a Napoli, per la sua importanza strategica il castello è sempre stato un possedimento molto ambito: dalla sua posizione e nei dintorni(250 m s.l.m.) si può controllare tutta la città, il golfo, e le strade che dalle alture circostanti conducono alla città.

Villa floridiana e Museo Duca di Martina

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La Floridiana, polmone verde del Vomero,situata nei dintorni del B&B Casa Vacanze CasaLuciananapoli è un complesso formato da un grande parco e da una villa che ospita il Museo Nazionale delle Ceramiche Duca di Martina. Sorge al limite sud della collina del Vomero ed offre un magnifico panorama del golfo di Napoli. Il complesso fu voluto nel 1816 da Ferdinando I di Borbone quale residenza di villeggiatura per la moglie morganatica Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. L’architetto Antonio Niccolini lavorò alla ristrutturazione delle costruzioni preesistenti e alla progettazione dei giardini, che furono arricchiti con piante ed essenze da Friedrich Dehnhardt, direttore dell’Orto Botanico di Napoli,situato nei dintorni del vomero. I lavori si conclusero nel 1819. A quella data il complesso comprendeva due ville (Villa Lucia e Villa Floridia), un teatrino all’aperto detto “della Verzura”, un tempietto circolare, finte rovine e serre, tutto rigorosamente in stile neoclassico. Alla morte della coppia regale, il complesso fu ereditato dai figli del primo matrimonio della duchessa. Villa Lucia e parte del parco furono poi venduti a privati. La Floridiana e il resto del parco furono acquistati nel 1919 dallo Stato, che vi espose la collezione di ceramiche ricevuta in donazione da Maria Spinelli di Scalea, che l’aveva ereditata dallo zio Placido di Sangro, duca di Martina, da cui il museo prende il nome. La collezione, di quasi seimila pezzi, raccoglie porcellane cinesi, porcellane di Meissen, ceramiche del ‘400 e ‘500, ventagli, tabacchiere, portagioie.

Scavi Archeologici

POMPEI ED ERCOLANO
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La città di Pompei raccoglie in se due mondi molto distanti: da un lato ciò che resta di una delle più ricche città dell’impero romano e dall’altro la spiritualità cristiana, testimoniata dai tanti pellegrini in visita al rinomato Santuario dedicato alla Beata Vergine del rosario di Pompei, testimonianza tangibile della devozione verso la Madonna.

Il mondo pagano e quello cristiano convivono a meno di 800 metri di distanza, vicini nello spazio, lontani nei principi e nelle aspirazioni, conseguenti nel tempo.

Pompei è nota in tutto il mondo per la tragedia che l’ ha colpita nel 79 d.C., quando la ricca città romana fu sepolta dall’eruzione del Vesuvio, insieme a Stabiae, Oplontis ed Ercolano. Una immane tragedia che, però, ci ha permesso di ritrovare intatta, dopo quasi duemila anni, una testimonianza storica vitale, uno spaccato di vita comune nel più grande impero dell’antichità.
Gli scavi permettono al turista un salto nel tempo, un’ immersione totale, in un mondo scomparso di cui la nostra civiltà occidentale reca il “DNA” e che si mostra senza lustrini o trucchi, ma con le sue grandezze e le sue miserie. Gli scavi ci permettono di visitare il salotto buono dei templi, gli edifici pubblici, le ricche ville patrizie, ma anche di passeggiare tra le antiche botteghe, le case popolari, le “osterie” e i lupanari, dove il cittadino comune dipanava la sua vita.

Particolarmente toccante è la vista dei calchi in gesso, un'”istantanea” dell’agonia a cui gli antichi pompeiani furono sottoposti dai gas roventi provenienti dal Vesuvio.

La posizione geografica di Pompei è estremamente favorevole, a pochi km da Napoli e Salerno, vicino ad Ercolano, alla costiera Sorrentina e alla Costiera Amalfitana facilmente raggiungibile attraverso il valico di Chiunzi che collega l’area Vesuviana con Maiori da cui si raggiunge agevolmente Amalfi. L’isola di Capri è ben visibile da Pompei.
Di fronte a tanta ricchezza, sia qualitativa sia quantitativa di monumenti, arte, storia, testimonianze archeologiche e religiosità, il turista può scegliere o di limitarsi ad una fugace visita o di preventivare un soggiorno di alcuni giorni, approfittando dei tanti hotel, agriturismi, bed and breakfast, alberghi nei pressi degli scavi o del Santuario.

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